| Categoria: Ricette tipiche della Sardegna |
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Nella cucina tradizionale sarda occupano largo spazio gli arrosti: maialetto, agnello, pecora, capra, etc. che però si consumavano esclusivamente nei giorni di festa. A Pasqua e Natale si mangiava l'agnello o il maialetto e naturalmente le preziose coratelle e l'intestino dell'agnello (tratalia e cordula).
Al primo posto c'era comunque il maiale che veniva allevato in tutte le case e ucciso all'arrivo della stagione fredda, quando era più facile conservarne le carni. Del maiale si utilizzava tutto: si preparavano le salsicce e i prosciutti; il lardo, i ciccioli di lardo (per le minestre e per il pane de gerdas); le ossa (per il minestrone), mentre dal sangue si ricavava il sanguinaccio.
La carne più comune era però quella delle galline, che razzolavano in tutti i cortili delle case. Allevate per le uova, da vecchie davano un ottimo brodo.
Più in generale le pietanze della cucina popolare sarda erano a base di legumi. Le fave si consumavano fresce, lesse con finocchietto o in zuppa, sia a pranzo sia a cena. Lo stesso discorso valeva per i piselli, le lenticchie, i fagioli, le cicerchie.
Il consumo dei pesci era pressocchè concentrato nelle zone di mare.
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